IL PALIO

luigiolivetodi Giovanni Mazzini


La parola palio deriva dal latino “pallium” che significa drappo. Nel Medioevo il premio per il vincitore di una corsa – di cavalli, ma non solo – era appunto un drappo di tessuto prezioso ed era detto proprio “pallium”: palio. Quindi il premio “pallium” dette il nome sia alla corsa che a tutta la festa collegata ad essa. Nel Medioevo il palio disputato con i cavalli era la festa tradizionale tipica dei liberi comuni del Nord e Centro Italia. Si correva praticamente dappertutto: Udine, Verona, Parma, Ferrara, Firenze, Roma e ovviamente Siena.


IL PALIO ALLA LUNGA


A Siena la corsa di cavalli in onore della Vergine Assunta – venerata come regina della città – era la “festa nazionale” della Repubblica. Il Palio era infatti il momento culminante delle celebrazioni dell’Assunta e si teneva dunque il 15 agosto, al terminedella cerimonia dell’offerta dei ceri alla Madonna da parte delle città, terre e castelli sottomessi alla Repubblica di Siena. Questa corsa si svolgeva su un tracciato lineare che partiva da un luogo fuori le mura della città (e poi si stabilì dentro alla Porta Romana) e arrivava davanti al Duomo: perciò era detta “Palio alla lunga”. Il documento più antico che testimonia il Palio alla lunga in Siena risale al 1239: Ristoro di Bruno di Cigurda ricevette una multa perché aveva rifiutato il maiale, che da regolamento spettava all’ultimo arrivato in segno di scherno.

PalioAllaLungail palio alla lunga

 

I cavalli utilizzati nelle corse dei palii nelle varie città italiane erano i cosiddetti “barberi” (cioè berberi), cavalli di razza che, soprattutto nel XV secolo, appartenevano ad eminenti signori e nobili di tutta Italia. Ad esempio, ai palii senesi presero parte i cavalli di Cesare Borgia dettoil Valentino, degli Este, dei Malatesta, dei Gonzaga, dei Colonna e di Lorenzo il Magnifico.
I barberi erano montati da fantini (ragatii) con soprannomi pittoreschi, che partecipavano anch’essi ai vari palii dell’Italia centro-settentrionale. Di quelli che corsero a Siena tra XV e XVI secolo sappiamo alcuni nomi, come: Furaboscus Pieri da Cremona, Fallatutti Factinanzi, Tremalmondo da Ferrara, Setachiappo Barilis da Montefiascone, Expazacampagna, Amadio non può perire, Si gli arà onore gli arà il palio, Altri pensa et Dio dispone, Pestaguerra, Zampogna.
Durante il periodo della Repubblica senese furono organizzati palii anche in onore del Beato Ambrogio Sansedoni, di S. Maria Maddalena, di San Pietro Alessandrino e del Beato Agostino Novello. Il premio per il vincitore era sempre il pallium, un drappo prezioso di seta ricamata, o di broccato, velluto o damasco, foderato di pellicce di vaio e riccamente adornato con frange, nappe e fregi d’oro e d’argento.
Il Palio alla lunga continuò ad essere organizzato anche dopo la fine della Repubblica senese nel 1559, ma andò decadendo nel corso dei secoli, e perse sempre più interesse finché non venne definitivamente abolito nel 1874.


PALII RIONALI E BUFALATE


Nella seconda metà del XVI secolo, mentre le cacce di tori – che erano state fino ad allora la principale manifestazione a cui le Contrade prendevano parte – andavano verso il loro tramonto, le Contrade di Siena cominciarono a sfidarsi in una serie di corse che si tenevano nel territorio di una di esse, generalmente in occasione delle rispettive festività religiose. Queste competizioni si definiscono Palii rionali, proprio perché il percorso attraversava le strade della Contrada che organizzava la corsa. Si disputavano con cavalli, cavalle, asini, mule, bufale, e si affermarono alla svelta tra i Senesi. Nel 1581 quasi ogni Contrada organizzò il suo palio rionale: per la festa dell’Assunta l’Aquila mise in piediun palio alla lunga con la partecipazione di sette Contrade e che fu vinto dall’Onda. Nel Drago montò come fantino la famosa pastorella Virginia Tacci, che giunse terza, ma alla quale il Governatore di Siena donò un cavallo.Il 26 giugno 1605 le Contrade inscenarono per la prima volta una corsa in Piazza del Campo quando, per festeggiare l’elezione a papa di Paolo V – che apparteneva alla famiglia senese dei Borghesi – la Balia organizzò una bufalata, a cui parteciparono Bruco, Chiocciola, Lupa e Torre, e che fu vinta dal Bruco.

bufalata1632la bufalata del 1632

 

Lo spettacolo piacque tantissimo, perché finalmente tutti gli spettatori potevano seguire l’intero svolgimento della corsa intorno alla Piazza, a differenza dei palii alla lunga, e così le Contrade continuarono a correre bufalate fino almeno al 1650. La corsa era preceduta da un sontuoso corteo che si snodava lungo l’anello del Campo, nel quale sfilavano le comparse delle Contrade partecipanti, composte dall’alfiere con la bandiera, dai figuranti in livrea, e da un carro allegorico rappresentante una invenzione (generalmente una scena ispirata dalla mitologia classica), oppure l’animale simbolo della Contrada. Seguiva la bufala, rivestita di una gualdrappa con i colori della Contrada. Le bufale venivano cavalcate da un buttero, ma erano anche spinte da un gruppo di pungolatori – armati di aste dotate di una punta di metallo – che spesso si azzuffavano con gli avversari. La corsa durava tre giri, ma sembra che si svolgesse in senso antiorario, cioè al contrario del Palio attuale. Oltre al palio che andava in premio alla Contrada vincitrice della corsa, si consolida l’usanza di assegnare un premio per la migliore invenzione ed un premio per la migliore comparsa, che si tramuterà nell’attuale Masgalano, cioè il trofeo (tradizionalmente un bacile d’argento finemente lavorato, ma non solo) che ancora oggi si assegna con la stessa motivazione.

3 bufalata1650la bufalata del 1650


IL PALIO ALLA TONDA

Nel 1633, a causa della peste che imperversava nella Penisola, i signori italiani non inviarono i loro barberi a Siena – come era consuetudine – per il tradizionale Palio dell’Assunta alla lunga. Pertanto la Balia decise – in sostituzione di quello – di far correre il 15 agosto un Palio alla tonda in Piazza del Campo dalle Contrade con i cavalli, sull’esempio di quanto già si faceva con le bufale. Il premio consistette in un drappo di broccato. Vi presero parte cinque Contrade e fu vinto dalla Tartuca. Questo è dunque il primo vero Palio corso dalle Contrade in Piazza del Campo con i cavalli.

4 palioallatonda1633il palio alla tonda del 1633

 

Dopo la prima edizione, ancora per un paio di decenni le corse del Palio sono sporadiche e irregolari, e vengono organizzate in occasione di festeggiamenti, celebrazioni e ricorrenze. Sappiamo comunque che venne corso un Palio nel 1634 ed un altro nel 1636. Un altro Palio sicuro è quello del 14 luglio 1641, organizzato per il compleanno del granduca di Toscana Ferdinando II. Parteciparono otto Contrade: Onda, Lupa, Selva, Civetta, Nicchio, Tartuca, Torre e Giraffa, e vinse la Torre. Nel 1643 si corse invece il 9 maggio, data di nascita del principe Mattias de’ Medici, Governatore di Siena e grande appassionato di Palio. In questa occasione vinse l’Onda.


IL PALIO DI LUGLIO


Fu soltanto nel 1656 – stando a quanto riportato dal Collegio di Balia – ma più correttamente nel 1659, quando una delibera della Biccherna accettò la proposta dei Deputati della Festa di Provenzano, che venne stabilito che il Palio venisse corso ogni anno, “in onore della Visitazione di Maria a S. Elisabetta”, ovvero il 2 di luglio. In quella data si celebrava anche il miracolo della Madonna di Provenzano, alla quale era stata innalzata una magnifica basilica ed alla quale venne dedicata la corsa. In tale anno venne dunque istituzionalizzato il Palio del 2 luglio e si cominciò a correre con cadenza annuale.
Fino da allora la regola fondamentale del Palio è che vince il cavallo, non il fantino:
“che quel cavallo che sarà il primo a passare il palco dell’Illustrissimi Signori Giudici doppo la terza girata della Piazza, quello s’intenda haver guadagnato e meritato il Palio”.

5 traslazione della madonna di provenzanoLa traslazione della statuetta miracolosa della Madonna di Provenzano

Il 23 ottobre 1611 viene traslata, con una processione solenne, la statuetta miracolosa della Madonna detta di Provenzano nella nuova Collegiata da poco benedetta (il 16 ottobre)

Dal 1660 si sarebbe deciso di stendere uno strato di terra sul selciato della Piazza, per proteggere la sicurezza dei cavalli.Inizialmente il numero delle Contrade partecipanti fu libero e quelle che decidevano di correre si procuravano il cavallo, nonché ovviamente il fantino. Sembrerebbe che, dal Palio del 7 giugno 1676 in avanti, avesse inveceinizio l’usanza dell’assegnazione dei cavalli per sorteggio, che all’epoca stabiliva anche l’ordine alla Mossa. Dal Palio del 2 luglio 1692 l’autorità preposta iniziò a stendere il verbale ufficiale della manifestazione, registrando minuziosamente i fatti, dal numero di Contrade partecipanti, all’assegnazione a sorte dei cavalli il quarto giorno precedente la corsa, all’esito della corsa. Da questo anno sappiamo perciò con certezza chi vinse ogni Palio.


IL PALIO D’AGOSTO


Nel 1701 la Contrada dell’Oca decise di far “ricorrere” un Palio per festeggiare la propria vittoria nel Palio del 2 luglio.Ottenutal’autorizzazione, la corsa fu disputata il 16 d’agosto, perché il giorno precedente – l’Assunzione della Vergine – si teneva ancora l’antico Palio alla lunga. Il primo Palio d’agosto venne vinto dalla Chiocciola. L’esempio dell’Oca fu seguito immediatamente dalle altre Contrade, e già l’Onda nel 1703, “in dimostrazione d’allegrezza del Palio da essa vinto” di luglio, ottenne di far ricorrere un Palio il 16 agosto “ad effetto d’accompagnare la pubblica Festa della città che si celebra il giorno dell’Assunzione di Nostra Signora”. Il Palio d’agosto è dunque dedicato alla Madonna Assunta, ma si corre tradizionalmente il giorno 16 per i motivi suddetti. Nello stesso 1703 venne abolita la “frusta di sovatto” – una sorta di gatto a nove code – in uso dai fantini fin dagli inizi e fu ammesso solo il nerbo (uno scudiscio ottenuto da un fallo di bue essiccato), quello che ancora oggi è lecito. Nella “ricorsa” del 16 Agosto 1713 si verificò il caso eccezionale, e tuttora unico, di una vittoria“a mezzo” fra due Contrade: l’Onda e la Tartuca, che si spartirono salomonicamente il premio. Il primo Regolamento del Palio, in 16 articoli, fu quello emanato dalla Biccherna il 7 Maggio 1721, mentre in precedenza ad ogni Palio veniva affisso un bando composto da cinque o sei punti che dettavano le norme da osservare di volta in volta. Il Regolamento si rese necessario principalmente per fissare il numero di Contrade partecipanti in 10 per volta, poiché si era “riconosciuto non esser praticabile far correre diciassette Contrade alla volta”, come era successo l’anno precedente. Si rese così necessario provvedere a stabilire le Contrade partecipanti mediante un’estrazione a sorte, che si cominciò a tenere per ogni Palio.Quelle “rimaste nel bossolo”, cioènon estratte, avrebbero potuto partecipare di diritto al Palio successivo, senza distinzione tra luglio, agosto o altra data eventuale.Da allora in avanti si procedette così fino al 1747, quando le Contrade partecipanti al Palio d’agosto furono estratte tutte e 10 a sorte. Quindi il meccanismo delle Contrade non sorteggiate che correvano di diritto il Palio successivo riguardò solo i Palii di luglio, mentre per quelli di agosto si continuò con l’estrazione di tutte e 10 le partecipanti.

estraestrazione a sorte delle Contrade

 

Dal Palio del 2 Luglio 1761 l’assegnazione a sorte dei cavalli fu portata di fronte al Palazzo Comunale, mentre fino ad allora si era svolta fuori della Porta Camollia. Dal Palio d’agosto del 1788, per porre fine a reiterati problemi fra le Contrade, fu introdotta l’estrazione a sorte anche dell’ordine di partenza, che fino a quel momento era sancita dall’ordine di assegnazione dei cavalli, ed essendo perciò già nota dava luogo ad intemperanze alla Mossa.
Finalmente nel 1802 anche il Palio d’agosto venne istituzionalizzato, e con l’organizzazione da parte della Municipalità anche della seconda carriera annuale si impedì il rischio che la Contrada vincitrice di luglio non avesse intenzione di organizzare la “ricorsa”. Dal Palio d’agosto del 1805 si stabilì poi che ilmetodo di estrazione a sorte delle Contrade seguisse lo stesso di luglio e da quella data si è proceduto così fino ad oggi.


Le regole fondamentali del Palio non sono più mutate, se non in alcuni aspetti esteriori o nelle modalità di attuazione. Dal Palio d’agosto del 1937 il sorteggio delle Contrade avviene di domenica pomeriggio col cerimoniale ancora oggi in uso: esposizione alle trifore del Palazzo Pubblico delle bandiere delle sette partecipanti di diritto e poidelle tre estratte a sorte, precedute da squilli delle chiarine. In precedenza avveniva alle 11 di un mercoledì, giorno di mercato. Dal Palio di luglio del 1936 l’assegnazione dei cavalli venne nuovamente inscenata davanti al Palazzo Pubblico. Dal Palio straordinario del 28 maggio 1950 l’ordine alla Mossa – rigorosamente segreto e casuale – viene stabilito con lo stesso meccanismo, ideato dal senese Sprugnoli e consistente in una “fiasca” metallica dotata di una canna traforata, nella quale vengono mescolati e messi celatamente in ordine i barberi di legno recanti i colori delle Contrade partecipanti.

7 palio 1739la "fiasca" metallica che stabilisce l'ordine alla mossa per il palio

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